Interviste

TY1 ci spiega come non perdersi in the “Djungle”

Abbiamo intervistato TY1 in occasione dell’uscita del suo nuovo album.

Articolo di
Ismail Ezzaari
on
11
-
05
-
2021

L’annuncio ufficiale di “Djungle” da parte di TY1, lo scorso 6 aprile e la rivelazione degli ospiti, nel corso della settimana successiva, hanno attirato l’attenzione di molti appassionati di rap, e non, su questo nuovo progetto.

L’album di un producer è in grado di catturare l’interesse di una grande fetta di ascoltatori; alcuni interessati ad ascoltare i propri artisti preferiti su beat inusuali, altri alla ricerca di collaborazioni inedite ed inaspettate e altri ancora, invece, sono curiosi di scoprire come un produttore possa riunire molti esponenti della scena, diversi tra loro per stili e generi, e dar vita ad un disco vario ma allo stesso tempo coerente. In “Djungle” di TY1 c’è tutto questo.

I minuti antecedenti la telefonata li passo a pensare che Gianluca ha cominciato a mettere i piatti prima ancora che io nascessi, ragiono anche su quanto sia particolare intervistare i dj ed i producer: artisti che parlano più con i suoni che con le parole.

Metto in pausa la musica e faccio partire la chiamata, mi risponde TY1 e dopo esserci presentati ed avermi detto che è felice, ma anche molto emozionato gli faccio la prima domanda di questa intervista, quale brano secondo lui racchiude meglio il concept del suo disco.

“Il pregio dell’album è che ha varie atmosfere, quindi non c’è un brano che racchiude tutte le atmosfere, altrimenti sarebbe una macedonia di suoni. C’è il pezzo più malinconico, quello più club, quello più anni novanta e quelli più sentimentali ed intimi” spiega lui, per poi continuare completando la risposta: “Se ti devo rispondere però, quello che racchiude meglio il senso dell’album è la title-track; “DJUNGLE””.

Provo ad addentrarmi in questo viaggio nella giungla ed in merito alla title-track gli chiedo se, come mi è sembrato al primo ascolto, c’è un campione di “Insane in the brain” dei Cypress Hill nel beat di “DJUNGLE”. TY1 conferma la mia impressione:

“Si esatto, quel rumore che sembra quasi una sgommata della macchina è preso, poi pitchato e risuonato da “Insane in the brain” dei Cypress. Ho preso anche un break molto rallentato, classico e ci ho risuonato sopra. Ho tenuto quella roba rullante come il pezzo però il mood è totalmente diverso. Quello era proprio un pezzo jump, da festa, invece il mio è più scuro e lento, con scratch e tutto”.

Ascolta qui “DJUNGLE” con Marracash, Taxi B e Paky:

A questo punto, fiducioso del mio orecchio, cerco un’ulteriore conferma in merito alla base di “NOVANTA”, che sembra usare lo stesso campione di cui abbiamo appena parlato. Mi racconta quindi di come sono nate queste due strumentali:

“Sono molto simili perché hanno questi break old-school, però c’è del moderno: bassi e synth nuovi. È bello che è un mix tra old e new come sound, non sono rimasto totalmente fedele alla old school” dice prima di passare ad una spiegazione più tecnica della struttura dei beat; “Su “DJUNGLE” ci sono due bassi, uno sub e uno che fa una ritmica quasi elettro-techno. Volevo fare un beat industrial hip hop, che facesse sentire il suono del cemento nell’intro, il disco si chiama “Djungle” e io volevo rifare “Benvenuti nella Giungla” dei Dogo. Ho chiamato Marra e Don Joe, ci siamo sentiti e abbiamo rifatto sta roba qui” termina Gianluca, per poi rivelare come è nata la collaborazione con Samuray Jay e Jake la Furia in “NOVANTA”:

“Una sera Samurai Jay mi ha videochiamato per dirmi che gli era piaciuto tantissimo il mio remix di “M’ Manc”, io stavo in studio e gli ho fatto sentire questo beat, lui si è preso bene, ha voluto rapparci quindi gliel’ho mandato e subito ci ha fatto la strofa. Poi un giorno sono stato da Fish per fare delle cose con lui, ho beccato Jake e gli ho proposto di partecipare a questo pezzo, appena ascoltato il beat si è convinto e dopo qualche girono mi ha mandato la strofa. Così sono nati quasi tutti i pezzi del disco!” esclama lui prima di aggiungere una sua considerazione sugli interpreti della nuova scuola: “In “Djungle ci sono anche Taxi e Paky che hanno spaccato, bellissima ‘sta cosa di sentirli che fanno nuova scuola su un beat boom bap. Paradossalmente, per loro è una roba nuova, ma in generale chi sa rappare, autotune o no, quando gli metto un beat spacca comunque”.

Proseguendo il viaggio all’interno della giungla gli pongo un quesito in merito a “NADA”, cerco di scoprire come sia arrivato la scelta di far collaborare Gue, Capo Plaza e Pablo Chill-E. Inizia quindi un altro racconto di TY1:

“Io, prima del lockdown, ho fatto un bel po’ di DJ set per Gue Pequeno, poi abbiamo deciso che dovevamo fare qualcosa per il mio disco, abbiamo pensato a ‘sto beat per fare una roba alla Pharrell, però afro e con questa ritmica lenta. Il basso di questo beat è una sola nota, ed è nato proprio questo pezzo che sembra di stare sui cammelli nel deserto. Avevo cominciato solo con Gue, avevamo l’idea del ritornello e della strofa, ma ad un certo punto Gue ha proposto di metterci uno straniero. Io ero già in contatto con Pablo Chill-E e avevo lavorato con Plaza, quindi dopo aver incontrato Capo in studio a Milano la cosa è venuta molto spontanea, ho scelto loro tre senza troppi sotterfugi”.

Ascolta qui “NADA” con Gue Pequeno, Capo Plaza e Pablo Chill-E:

Rimango colpito dalla spontaneità della nascita delle varie tracce e collaborazioni. Sono dunque intenzionato a scoprire se la struttura della tracklist sia altrettanto naturale e se il cambio di clima che avviene nel corso delle tracce, come se i brani creassero un alternarsi tra giorno e notte, sia solo una mia impressione.

“Mi piace questa tua interpretazione” mi dice lui, “La tracklist l’abbiamo cambiata un po’ di volte in realtà, parte in quinta con la intro, poi c’è “NADA” che è tipo deserto, “ADESSO” è bella tosta, poi c’è “FANTASMI” mega scura e malinconica, va avanti e si apre un po’, con la chiusura che è più dance se vogliamo. Quando le abbiamo sentite e suonavano bene ci siamo resi conto che questo mix è omogeneo. È un disco di canzoni, a me piace che i pezzi abbiano un inizio e una fine abbastanza delineati, mi piacciono le cose con strutture anche strane, però devono avere una testa e una coda”

Il passaggio più eclatante all’interno di “Djungle” è l’ambientazione che crea “FANTASMI”, primo estratto dopo l’annuncio del disco. Mi faccio raccontare perchè proprio questo singolo:

“Ti dico la verità e voglio essere sincero, prima di consegnare l’album, ho parlato con il mio team e avevo pensato di fare un video di “DJUNGLE”, rifacendo “Benvenuti nella giungla”. Quando ho finito il disco erano rimasti fuori Marra e Geolier, avevo due beat che era uno più veloce e questo più malinconico e lento di “FANTASMI”. Li ho mandati a Geolier che ha scelto quello che poi è diventato “FANTASMI”, ha registrato lui la strofa e l’ho mandato a Marracash che in un giorno me lo ha rimandato ed era fantastico. Mi sono confrontato con Ciro, che è il mio manager e stimolato anche da Marra abbiamo deciso di uscire con questo e farne anche il video”.

Guarda qui il video ufficiale di “FANTASMI”:

Prima di avanzare nella fitta giungla di collaborazioni e strumentali che compongono “Djungle” decido di prendere una pausa per parlare di ciò che gli ha lasciato quest’esperienza del disco rap prodotto interamente da lui, che tipo di legame si è creato con gli ospiti e quali altri artisti avrebbe voluto includere nel progetto.

“È stata veramente una bella cosa, dopo anni di tour e stando in contatto con tutti, facendo tanti pezzi con tutti, e molti anni di attività era il momento giusto e anche gli artisti erano tutti presi super bene, sia quelli che già conoscevo che quelli che ho conosciuto su Instagram. Non è stato facile coordinare tutto e devo ringraziare il mio team per questo. È stato bello il calore che mi hanno dato tutti, poi ad esempio ho legato tanto con Taxi senza esserci mai visti, anche con gli internazionali. Stupendo. Sono felicissimo e emozionato ed ho già voglia di fare altra roba” mi confessa emozionato, poi continua:

“Mi piacerebbe lavorare con Mahmood, con cui ho già collaborato in “NON SONO MARRA” nel disco di Marra. Lui è molto etnico e mi ci rivedo in questa cosa. Mi piacerebbe molto anche Madame, magari per una deluxe mi conservo qualche bonus”.

Dopo questa rivelazione, che mi lascia con molta curiosità e impazienza, riprendo il cammino nella foresta, siamo arrivati a “VIA DA QUI”, uno dei brani più inaspettati e che ha sorpreso particolarmente gli ascoltatori. Mi faccio raccontare l’associazione di Ernia ai Tiromancino. TY1 prontamente mi risponde:

“Io sono sempre stato molto fan dei Tiromancino e c’era questo loro brano che mi ascoltavo sempre; “Nessuna certezza”. L’intro del pezzo mi ha fatto pensare che potevo farne un ritornello, poi lavorandoci potevo farne anche un beat. Quando invece ho pensato a chi potesse starci bene mi è venuto subito in mente Ernia, mi ha quindi fatto le strofe e lo abbiamo mandato a Zampaglione, gli è piaciuto ma ha voluto ricantarlo. Lo abbiamo quindi rifatto ed abbiamo cambiato il nome, è nata così “VIA DA QUI”: da me che ho campionato i Tiromancino”.

TY1 mi da l’impressione di sapere sempre a chi assegnare una strumentale appena finita, a volte ancora prima di ultimarla, ed il risultato dimostra quanto conosca bene i vari artisti e le loro capacità. Il connubio perfetto, secondo me, è quello tra Rkomi ed il beat di “AMY”, gli domando se è nata prima la base o l’ha cucita su misura per lo stile dell’artista milanese.

“Dopo aver lavorato a “Business Class” con Marracash volevo sicuramente Mirko nel mio disco. Io avevo già fatto il beat e l’ho mandato a lui direttamente proprio perchè adatto a lui. Gli è piaciuto ed è venuto tutto molto spontaneo, poi il pezzo lo abbiamo fatto in più step perchè ci abbiamo aggiunto un bridge, ho scratchato delle parti sul finale, è un pezzo veramente pazzo. Super rap e mezzo cantato, il beat cambia 2/3 volte. È strano però ha una testa e una coda, groove drums e arrangiamenti” mi racconta Gianluca dall’altra parte del telefono, continua il discorso facendo l’esempio del beat di “SQUALI”;

“Quello di Touché e Villa era un pezzo su un type beat, loro mi hanno mandato il provino e per me è bellissimo quando mi arrivano così, perchè io ricostruisco tutta la base. Molte volte succede che uno scrive su un type, e mi inviti a nozze proprio in questo modo. Io i beat devo cambiarli perchè è una sfida per me”.

Ascolta qui "SQUALI" con Touché e Villabanks:

Il viaggio vissuto durante l’ascolto del disco di TY1 porta in molti luoghi diversi, uno di questi è “LATTINA”, un beat dalle sonorità punk rock che viene valorizzato dalle strofe di Ketama e Pretty Solero. Sono alla ricerca delle influenze che Tayone ha avuto per la creazione di questa base.

“Questa canzone ha avuto varie fasi ed è stata molto lunga, io inizialmente mi ero sentito solo con Ketama, lui è un musicista e quando uno conosce la musica in quel modo e ha le idee cosi chiare ci si confronta e si lavora insieme su tutto. Lui mi aveva proposto un tipo di brano grunge. Inoltre io sono super fan dei Nirvana, sono nato con “Nevermind” e da bambino avevo anche la cassetta. Successivamente con i vari Lil Peep, Post Malone ecc. si è evoluto il modo mi mettere il grunge in chiave hip hop” introduce lui prima di completare la risposta;

“Ketama è bravo su tutto e a me piace particolarmente sulle cose quasi marce. Butto giù il pezzo e lui ci scrive, anche se non era ancora finito. Ci siamo tornati più avanti per chiuderlo e lui mi ha proposto Pretty per fare una cosa Lovegang. Quello è uno dei miei pezzi preferiti” specifica, poi continua con una riflessione sul beat e sull’importanza di lavorare insieme e non porsi problemi nel farsi aiutare nel proprio lavoro.

“Ketama ha fatto delle add prod nel beat, è una produzione fatta insieme praticamente, a me piace così perchè non sono uno di quelli chiusi che non vuole ascoltare nessuno quando si lavora, è bello confrontarsi e lavorare insieme. Essere chiuso vuol dire essere limitato. Io non l’ho mai pensata così. Nessuno è perfetto” commenta TY1 in un flusso di parole che sicuramente non è finito e lo lascio proseguire:

“Prendi “Stronger” di Kanye West, in cui ha campionato i Daft punk, ma non riusciva a programmare la drum di quel pezzo e si è fatto aiutare da Timbaland, il risultato è stato incredibile proprio perché ha riconosciuto un suo limite. Io ad esempio ho un mio team con cui lavoro; i Parisi, due fratelli di Salerno che stanno a Londra, loro lavorano anche con Ed Sheeran. Sono due veramente tosti, quando ho un’idea pazza la butto giù e poi loro danno vita a tante delle mie follie, li ringrazio tantissimo”.

Ascolta qui “LATTINA” con Ketama126 e Pretty Solero:

Non avevo dubbi che dietro ai più grandi lavori ci sia sempre un grande team che lavora in maniera coesa per la riuscita delle idee ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ognuno ha il suo ruolo nel lavoro, così come in natura. Allora domando a TY1 quale sia il ruolo di Neffa in questa giungla.

“Con Neffa è stato un dare avere, lui mi ha chiamato per lui il suo disco e quindi gli ho proposto di fare qualcosa anche nel mio. Lui mi ha dato “NUN ME SAJE” cantata su degli accordi, io ho rifatto il beat a modo mio, come ti ho già detto che mi piace fare. Cè questo contrasto tra il suo modo di cantare e la base, che per me è molto tosto con dei drum hip hop. Lui a suo modo ci è stato benissimo. È uno che cambia sempre e ci può aspettare tutto. Ci conosciamo da una vita ed stato spontaneo metterlo nel disco”.

Dopo questa sua risposta mi fermo a ragionare sull’importanza del contrasto e della contraddizione, un altro esempio di questo aspetto si incontra in “HIT OR M¥SS”, un brano in cui TY1 ha dimostrato di non essere solo un produttore, ma anche di quanto il suo passato da DJ lo abbia formato. Il pezzo in questione è la dimostrazione che c’è ancora molto da sperimentare nel campo dello scratching. Mi faccio dunque fare una previsione del futuro di questa traccia dal creatore stesso:

“A volte uno fa un pezzo e ci punta che spaccherà poi magari quello che spacca è quello più inaspettato. M¥SS KETA ha spaccato ed è stata una sua idea fare il pezzo scrathcato, io riprendo un pezzo hip hop storico, che ho rifatto e scratchato proprio perchè lei, dopo che l’ho contattata, mi ha proposto di fare una cosa tutta sugli scratch perchè le piace molto. Mi aspetto che suoni tranquillamente nei club visto che ci sono anche dei giri mezzi house”.

Ascolta qui “HIT OR M¥SS” con M¥SS KETA:

Siamo quasi arrivati alla fine di ciò che ancora non conoscevamo di questa giungla. Il featuring tra Vettosi e MC Buzzz mi ha colpito fin dal momento dell’annuncio: il primo nato e cresciuto a Secondigliano, il secondo invece originario di São-Paolo ma cresciuto a El Raval, Barcellona. Non potevano mancare in un disco come “Djungle” per ovvi motivi e non posso non chiedere a Gianluca l’origine di questa traccia:

“MC Buzzz l’ho scoperto appena era uscita “Bota Bota”, la suonava Vladimir Cauchemar, un DJ francese che conosco bene e sono subito andato a vedere di chi fosse il pezzo. Gli ho scritto per fare un pezzo insieme, era super contento e quindi ho fatto il beat, era solo un inizio di struttura di Pussy perchè per molto tempo ho avuto solo la sua strofa. Il mio manager ad un certo punto mi fece ascoltare Vettosi e mi convinse subito, lo abbiamo contattato ed è venuto fuori questo pezzo molto interessante” mi spiega molto emozionato, mi rivela anche un retroscena inedito: “Io ho fatto sentire il pezzo a Gue Pequeno, lui mi ha detto che era una hit e gli è piaciuto talmente tanto Vettosi che lo ha voluto in Fast Life 4. È stata una buona chance per Vettosi e sono contento per lui” poi scherza “Insomma diciamo che sono stato anche talent scout per Vettosi in Fast Life, anche se non lo dice nessuno” termina ridendo.

Il tempo è quasi finito. Prima di salutarci vorrei che DJ TY1 desse un consiglio a chi ascolta “Djungle” e dicesse agli ascoltatori come dovrebbero viverlo.

“Ascoltatelo con un buon impianto perchè ho curato molto il suono e ci tengo che non venga ascoltato dal telefonino per potersi godere ogni aspetto che ho curato. Speriamo poi di poterlo suonare con degli impianti più grandi. Consiglio di ascoltarlo tutto di fila, dalla uno alla quattordici”.

Ascolta qui “Djungle” di TY1:

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Autore:
Ismail Ezzaari
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