Estero

La musica di Kanye, il pensiero di Nietzsche

Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante, ci disse Nietzsche.

Articolo di
Alessandro Quagliata
on
23
-
07
-
2019

Friedrich Nietzsche (5 ottobre 1844, 25 agosto 1900) viene definito come uno dei tre grandi maestri del sospetto: con Freud e Marx, è l’autore che ha ribaltato il modo di pensare occidentale. Ne ha scalfito la struttura, facendone barcollare i pilastri e le certezze, con lo stesso effetto del mare che inonda e prosciuga il castello sulla spiaggia, che può esser stato costruito con tempo e dedizione, ma rimane pur sempre fatto di sabbia.

’Dio è morto’’, ci disse Nietzsche in ‘’La Gaia scienza’’ e in ‘’Così parlò Zarathustra’’. Non si trattava solo della proclamazione della decadenza dei valori cristiani come principale sostegno, faro e guida dell’uomo moderno. Piuttosto della morte dei valori e delle sicurezze occidentali da un punto di vista assai più generale. Non a caso infatti si parla più correttamente si parla di ‘’dei’’ al plurale, proprio per riferirsi alla morte di valori tanto religiosi, quanto culturali ed etici. La morte di Dio fa tabula rasa e lascia spazio al nichilismo.

Nietzsche è stato uno dei più brillanti interpreti del nostro tempo, ed è riuscito a cogliere gli elementi fortemente rivoluzionari portati dalla modernità. Non solo: non si tratta solo della ‘’morte di Dio’’, intesa come palese indimostrabilità della sua esistenza, di cui già altri avevano parlato, ma di ‘’uccisione di Dio’’, da parte degli umani stessi.

Il nichilismo: attivo e passivo

La morte di Dio equivale a dire che l’uomo non sarà più capace di credere in qualunque ordine cosmico perché riterrà che non ne esiste uno: è il rifiuto della credenza in un ordine cosmico o fisico, ma anche dei valori assoluti stessi e di un’oggettiva ed universale legge morale che lega tutti gli individui. In questa maniera, la perdita di una base sicura della morale condurrà al nichilismo.

È nel nichilismo, intendibile come morte dei valori e percezione della nullità e dell’inconsistenza dell’esistenza umana, che Nietzsche ritrova sia il dramma dell’uomo moderno che la soluzione. Il nichilismo è come il ‘’pharmakon’’ greco, che indica tanto il veleno quanto l’antidoto, sia il malanno che la medicina.

Può portare alla sfiducia totale e al rifiuto della vita stessa. In questo caso si tratta di nichilismo ‘’passivo’’, usando la terminologia proposta dal filosofo stesso. L’individuo può però decidere di prendere piena coscienza della morte di Dio e iniziare una storia diversa: è l’Übermensch, (‘’oltreuomo’’), che non si rassegna al tramonto dei valori e si impegna nella creazione di nuovi. Nell’eroismo dell’oltreuomo risiede la soluzione.

L’immagine fondamentale

La filosofia di Nietzsche è eccezionalmente complessa, e una breve introduzione non ha il minimo desiderio di completezza. Il suo pensiero non è organico, nè sistematico, è spesso contraddittorio: questo non ne facilita lo studio e la comprensione.

Tuttavia, spero che l’immagine fondamentale della filosofia sia abbastanza chiara, ovvero quella dell’individuo che prende coscienza del crollo della morale storicamente radicata e che può prendere due strade. Da una parte quella del nichilismo passivo, ovvero del rifiuto della vita, dell’inettitudine e della rassegnazione. Dall’altra quella del nichilismo attivo, con il suo eroico tentativo di ritrovare una parvenza di senso grazie alla costruzione di nuovi valori, che hanno la loro ‘’sede’’ sulla Terra e non ‘’in cielo’’, in una prospettiva umana e orizzontale (circolare, a dirla tutta, ma questo è un altro discorso), non più divina e trascendentale.

Ripeto, si tratta di un pensatore criptico, che è stato mal interpretato innumerevoli volte. Si pensi alla superficiale interpretazione che ne diede Gabriele D’Annunzio o alla terrificante strumentalizzazione che fece il nazismo.

Kanye West e Friedrich Nietzsche

Dicevamo prima: è uno dei pensatori più influenti degli ultimi due secoli. La sua interpretazione del mondo ha lasciato un’impronta enorme. Pochi sanno di quanto Friedrich Nietzsche abbia influenzato e ispirato un’icona della musica mondiale, mr. Kanye West. Il rapporto tra Nietzsche e West si è costruito in una serie di circostanze. La più iconica, ma forse non la più significativa, è quando West si difese in un processo giudiziario proprio grazie al filosofo tedesco.

Ad ogni modo tra Kanye e Friedrich vi è un sottile fil rouge che si esprime nei testi, nel pensiero, nella salute mentale, nell’eroismo e, immancabilmente, nelle controversie. L’idea di un’importante comunanza tra due personaggi così lontani nel tempo e nello spazio mi è venuta ascoltando la strumentale di ‘’All of the lights’’. Ho fatto quindi un po’ di ricerca su Internet per trovare qualche spunto a riguardo e ho scoperto, oltre ad una serie di interessanti discussioni a riguardo nei forum americani, un articolo di Four Domino a riguardo.

Quando Nietzsche assolse Ye

Vincent Peters, cantautore, nel 2010 fece causa a Kanye, accusandogli di aver plagiato la sua ‘’Stronger’’: secondo Peters, West aveva copiato una sua canzone del 2006.
Gli avvocati di West contestarono l’accusa, sostenendo che entrambe le canzoni degli artisti erano in realtà influenzate dall’opera intellettuale di Nietzsche e in particolare da una sua famosissima massima: “Ciò che non uccide rende più forti”.

Peters perse la causa, anche in Appello. Wood, giudice in secondo grado, fece notare, nell’emettere la sua sentenza, che molte altre canzoni sono state influenzate dal famoso detto di Nietzsche: la rivendicazione di Peters non aveva senso di esistere anche alla luce di questo. Il giudice ha citato, nello specifico, il brano di Kelly Clarkson del 2011 “What Does not Kill You (Stronger)”.

La volontà di potenza

Proverò a banalizzare nei suoi termini essenziali un concetto che banale non è. Specifico che non ambisco ad un linguaggio tecnico e filosofico. Nella filosofia di Nietzsche, la volontà di potenza è un concetto fondamentale: è la volontà che vuole se stessa, cioè una volontà impersonale, intesa come perpetuo rinnovamento dei propri valori. Tale concezione sposa perfettamente il prospettivismo nietzschiano, secondo cui l’essere umano deve continuamente aggiornare il suo punto di vista e la sua prospettiva valoriale, senza mai fissarsi su una presunta verità definitiva.

La volontà di potenza si instaura nel momento della maturazione della consapevolezza della morte e dei valori e della scelta per il nichilismo attivo. Si tratta della forza di creare nuovi valori e percorsi.

Ma qui viene il bello. La volontà di potenza non ha un oggetto definito, non cerca un qualcosa di preciso: si tratta del meccanismo del desiderio nel suo stesso funzionamento incessante, è il desiderio che vuole il suo stesso accrescimento, il rinnovamento nel suo senso più puro e smaterializzato.

Kanye West è stata l’incarnazione della volontà di potenza. Nessuno come lui ha rinnovato i codici e lo stile di questo genere: come fa notare correttamente l’articolo di Four Domino, ‘’prima di lui, nessun rapper avrebbe MAI indossato pantaloni stretti. Prima di lui, nessun rapper avrebbe MAI parlato di cose intime, nelle proprie canzoni. Prima di lui, nessun rapper avrebbe MAI fatto outing o parlato della propria sessualità, o confessato di essere depresso, o azzardato citazioni colte nei propri brani’’.

L’amore per la rivoluzione

Ogni giudizio su Kanye non può prescindere dalla valutazione della sua portata rivoluzionaria nel rap game e nella musica. Non è soltanto una rivoluzione sui temi. Si tratta della creazione di un nuovo approccio: Kanye ha introdotto l’amore per la rivoluzione fine a se stesso. Ogni produzione, ogni disco di Kanye è la continua ricerca del nuovo e dell’inesplorato, nelle sue vesti più inusuali e scomode. Oltre ad essere stato rivoluzionario sulle tematiche e sullo stile, Kanye ha portato l’attitudine stessa a rivoluzionare. Si tratta di volontà di potenza nel suo senso più puro.

Nel bene e nel male

Attenzione: non si tratta di rivoluzionare sempre nella maniera corretta. La primavera/ estate del 2018 ha visto la pubblicazione di una serie di album di 7 tracce nell’arco di un mese, prodotte e guidate da Kanye e dai suoi collaboratori (‘’Ye’’, ‘’DAYTONA’’ di Pusha T, ‘’KIDS SEE GHOSTS’’ di West e Cudi, ‘‘K.T.S.E.” di Teyana Taylor e ‘’NASIR‘’ di Nas). Qualcuno parlava di ‘’rivoluzione delle 7 tracce’’ per indicare un approccio completamente innovativo al mercato, ma molti lo hanno visto come un insuccesso. Non si tratta sempre di vincere in maniera oggettiva e indiscussa: è piuttosto la rivoluzione fine a se stessa, come prima dicevamo, il rifiuto dello status quo sempre e a priori, nel bene e nel male.

L’uomo che va oltre

Ricollegandoci al discorso fatto nel paragrafo precedente, parliamo di Übermensch, ‘’Oltreuomo’’ in italiano. Nietzsche indica l’Oltreuomo come “la persona che si è conquistata, la persona più umana delle altre che si definirà liberamente inventando i propri valori e che quindi va oltre le nozioni di bene e di male”. In sostanza l’uomo che, animato di volontà di potenza, riscrive la sua storia e ridefinisce i suoi valori.

Bisogna specificare che l’Oltreuomo è, e rimane, un umano: non si tratta di un superamento dell’essenza umana o qualche pippa simile. Anche per questo la traduzione più fedele rimane questa e non ‘’Superuomo’’, che sembra rimandare decisamente ad un essere dotato di facoltà superiori.

Mr. West è un’incarnazione pratica e reale (proprio per questo imperfetta) dell’Oltreuomo: l’individuo che, pur debole, pur malato, pur folle, pur spaesato, tenta di diventare pienamente padrone del suo destino. Eroismo e spirito in azione: le due parole su cui ruota la straordinaria produzione musicale di West, l’Übermensch della musica rap. In West c’è la volontà di creare una nuova religione terrena e orizzontale (ricordiamo le sue parole in ”Gorgeous”: ”is hip hop, just a euphemism for a new religion”). In Nietzsche c’è lo stesso eroico tentativo.

La decadenza

Un’altra tematica ricorrente nell’opera dei due è quella della decadenza.

Secondo Nietzsche, l’uomo è un animale in perenne decadenza, fatta eccezione per la parentesi greca. L’uomo non ama ma teme la vita, apprezza ciò che è omogeneo, razionale, ordinato, mentre gli attributi della vita sono il contrario: rischio, disordine, insicurezza. Il cristianesimo, (ancor prima lo stoicismo ed il pensiero di Socrate) è tra tutte le concezioni quella più lontana dalla vita: “schierato dalla parte di tutto ciò che è debole, miserevole e mal riuscito”, esso ci trasmette la diffidenza verso “la terra” (cioè verso gli istinti, la sessualità, le passioni), svaluta come ingannevole la realtà del divenire e alternativamente addita un fantastico mondo dell’essere, ovvero il Paradiso. Per Nietzsche l’uomo è un animale decadente, sempre: il cristianesimo è stato un’eccezionale fattore di decadenza.

Anche Kanye ha affrontato più e più volte il tema della decadenza, seppur in accezione assai diversa. ‘’New Slaves’’ è un brano che affronta in maniera efficace il tema: la decadenza trova evidente espressione sia nel razzismo latente e nascosto (al punto che risulta spontaneo parlare di ‘’nuovi schiavi’’, non consapevoli del loro status), sia nella logica del profitto e del consumo.

Aspetti che hanno certo risvolti potenzialmente negativi: tuttavia il progresso per Kanye non porta soltanto a decadenza; il futuro viene visto come strada di redenzione, tanto per l’individuo come per la comunità nera. Anche Nietzsche è contraddittorio a riguardo: l’uomo è vieppiù schiavo delle paure e dei limiti che ne derivano; tuttavia per il filosofo tedesco ‘’la morte di Dio’’ ha aperto nuove strade.

In entrambi la decadenza trova un ostacolo nella presa di coscienza e nella volontà di potenza dell’individuo. Si tratta per entrambi di un mondo decadente, ma la fiaccola della speranza non muore.

Il rapporto con la politica

Entrambi condividono un rapporto molto controverso con la politica, per motivi diversi. L’appoggio di West a Trump ha creato molto imbarazzo nell’hip hop americano e messo in cattiva luce la figura di Ye.

Per Nietzsche, invece, si tratta di uno dei più grandi casi di strumentalizzazione del pensiero. A causa dell’azione della sorella, che alterò fortemente gli ultimi scritti del pensatore, il pensiero del filosofo tedesco fu ripreso dal nazismo per giustificare idealmente la creazione di una ‘’Nuova umanità’’. Si tratta di strumentalizzazione pura e totale; tuttavia alcuni pensatori, a mio avviso abbastanza decerebrati, hanno sminuito e demonizzato il pensiero di Nietzsche proprio in virtù dell’uso che ne ha fatto Adolf Hitler.

Lo stile: gli aforismi

La produzione filosofica di Nietzsche è assai particolare e, rispetto a pensatori come Hegel o Marx, non è un pensiero sistematico e completo. Il tedesco è spesso contraddittorio. Il suo pensiero si sviluppa attraverso uno stile spezzato, fatto di aforismi e brevi racconti. Sono brevi sentenze, che riescono ad avere un effetto incredibile sul lettore. Anche West si è contraddistinto per la frammentarietà del pensiero. Molto spesso il rapper ha usufruito del ”social degli aforismi”, quel Twitter in cui ti tocca esprimere ”stati d’animo in 140 caratteri”, come disse Marra in ”Brivido” (oggi il limite è a 280).

La salute mentale: l’immaginario del genio folle

Ultimo punto di contatto: entrambi hanno avuto problemi di salute mentale.

Nel 1888 Nietzsche si trasferì a Torino. L’anno seguente avvenne il famoso crollo mentale. Il 3 gennaio 1889 la prima crisi di follia in pubblico: mentre si trovava in piazza Carignano, nei pressi della sua casa torinese, vedendo il cavallo adibito al traino di una carrozza fustigato a sangue dal cocchiere, abbracciò l’animale, pianse, finendo per baciarlo; in seguito cadde a terra urlando in preda a spasmi. Per molti è un episodio leggendario e Nietzsche si sarebbe piuttosto limitato a fare vistose rimostranze e schiamazzi per i quali venne fermato e ammonito dalla polizia.

La natura dell’infermità mentale di Nietzsche non è stata chiarita con certezza, ma sono state ipotizzate diverse possibilità: neuro-sifilide, tumore cerebrale a lenta progressione, disturbo bipolare, avvelenamento da mercurio usato come farmaco per la presunta sifilide e molte altre ancora.

Secondo alcuni, con un approccio meno tecnico, la causa che lo spinse al crollo fu l’enorme sforzo creativo cui si sottopose negli anni precedenti. Sempre nello stesso periodo, Nietzsche scrive delle lettere ad amici e conoscenti che sono solitamente classificate sotto il nome di ‘’Biglietti della follia’’: in essi la sua crisi mentale appare ormai in uno stato avanzato.

Anche Kanye, seppur con intensità minore, soffre di disturbi mentali. West ha parlato più volte della sua salute, fino ad arrivare all’iconica copertina di ‘’Ye’’, che raffigura la caption ‘’I hate being bi-polar, it’s awesome’’. In ‘’Yikes”, West parla del disturbo bipolare come un superpotere:

‘’Non sono un disabile, sono un supereroe! Sono un supereroe!”.

Sia in West che in Nietzsche, la questione della salute mentale contribuisce a creare un immaginario ben definito: i due sono visti in una prospettiva romantica come un simbolo delle conseguenze estreme della creatività, del genio che perde il senno e sprofonda nel caos. Ed è proprio questo il bello di entrambi.

Stelle danzanti nate dal caos

Il filosofo tedesco, straordinario maestro di aforismi, ci viene ancora in soccorso. ‘’Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante’’, ci suggerì Nietzsche. È il caos, inteso nella sua sfumatura creativa, che ci ha regalato perle come “Power”, spirito dionisiaco e volontà di potenza in musica. È il caos ad aver partorito il pensiero e la musica di due personaggi straordinari, che, nella morte dei valori tradizionali, hanno trovato stimolo e impulso per un nuovo slancio creativo.

”Til then, fuck that, the world’s ours!”

In questo articolo:
Share this article:
Autore:
Alessandro Quagliata
Scrivo solo cose su argomenti che dividono le persone. Quindi se non sei d'accordo con me sono contento. Basta che non mi insulti nei DM.
Leggi i nostri nuovi articoli in anteprima ogni settimana
Grazie per esserti iscritto alla nostra newsletter!
Oops! Qualcosa è andato storto durante l'iscrizione.