Estero

Guida al rap francese del 2020

Tanti i dischi che meritano un ascolto.

Articolo di
Eugenio Ronga
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2021

Il 2020 non ha risparmiato nemmeno un mercato musicale florido e in ascesa come quello francese – ricavi totali +5,4% 2018-2019 (dati Snep). La crescita nel primo quadrimestre dell’anno c’è stata, ma solo dello 0,4%: sintomo della ovvia mancanza di eventi e anche dalla discesa vorticosa delle vendite di copie fisiche (Snep). Proprio le copie fisiche dei dischi erano un punto forte nel paese transalpino (soprattutto rispetto agli altri paesi europei), potendo contare su quasi il 47% sul totale delle vendite (Q1 2019). Nello stesso arco temporale, il 2020 ha fatto registrare un calo di 20 punti percentuali per le “vendite fisiche”. Tenendo conto del maggior valore di questo tipo di ricavo rispetto agli streaming, e in generale alle vendite digitale, è facile trarre le conclusioni in termini prettamente numerici.

Il rap non è rimasto fuori da questa difficile situazione.Per far un esempio pratico e veloce, ci sono 175.000 copie vendute di differenza tra i due dischi sul gradino più alto del podio nel 2019 e nel 2020. Nekfeu aveva concluso l’anno scorso con circa 450.000 mentre Ninho con “M.I.L.S 3” ha raccolto più o meno 275.000 unità. Naturalmente è impossibile come ci sia una disparità nel calibro degli artisti – “Les étoiles vagabondes” è anche il terzo album più venduto di quest’anno – ma in ogni caso, senza nessuno top con pubblicazioni nel 2020, le nuove stelle si sono ben difese.

Proprio l’avvicendarsi delle nuove leve del rap francese ha reso la produzione musicale incredibilmente florida. Per tutta la durata dell’anno ci sono state uscite rilevanti, sia singoli sia progetti più ampi, e quasi tutti hanno avuto i giusti e meritati riconoscimenti. Per quanto le certificazioni, infatti, non siano il fine ultimo della musica, ricevere degli apprezzamenti in termini di vendite non è di certo un fattore da bistrattare: dischi d’oro, platino e diamante difficili da contare nel numero (un segnale alla Snep per un cambio di registro?), ma sicuramente graditi. 

Inizio col botto: gennaio – marzo

A inizio anno non sapevamo ancora quello che ci aspettava. Si pensava che il virus che adesso sta, ancora, sconvolgendo le nostre vite potesse essere relegato solo alla Cina. Il 10 gennaio 2020 arrivano i primi consigli dell’OMS per limitare il contagio in casi di viaggi internazionali ed esce il primo disco postumo di Népal. “Adios Bahamas” – programmato già prima della sua scomparsa, datata novembre 2019 – è un album che in poco tempo ha sconvolto il pubblico del rap francese. Delicato e curatissimo nei suoni, Népal coinvolge l’ascoltatore con la sua malinconia ipnotizzante.

Nemmeno il tempo di metabolizzare l’impatto frontale di “Adios Bahamas” e Maes decide di atterrare e non andare più via dalle classifiche francesi. “Les derniers salopards” è il secondo disco ufficiale del rapper di Sevran e già dal calibro dei featuring – Booba, Ninho e Jul – si intuisce che l’asticella della qualità è stata posta molto in alto. Maes mette sul tavolo in questo album tutte le sue carte: la grande capacità di rappare e nello stesso momento raccontare aspetti e angoli vividi della sua vita. “Les derniers salopards” è un mix letale di melodia e crudo racconto street. Esempi validi di queste due lati dell’artista sono “Distant” con Ninho – già disco di diamante – e “Dragovic” – brano che apre il progetto.

Dopo un gennaio così impegnativo, bisogna però aspettare il 28 febbraio per altre uscite davvero degne di nota. Nello stesso giorno, infatti, da 3 città diverse arrivano 3 album molto diversi tra di loro ,che però hanno segnato una grande svolta per i rapper coinvolti. Stiamo parlando di “Trinity” di Laylow da Tolosa, “Caliente” di Timal da Champs-sur-Marne e “CarréVIP” di Naps da Marsiglia.

Profondamente diversi anche nel loro sviluppo: “Trinity“ è un disco dal concept ben definito (alla Matrix) che vede trionfare i suoni digitali e avveniristici; Timal invece fa il botto con un progetto molto vario, ma che vede innanzitutto protagonista la sua carica e la sua tecnica al microfono; le origini algerine e le melodie tipiche della scuola di Marsiglia sono invece i tratti caratteristici di “Carré VIP” di Naps.

Sia “Trinity” sia “Caliente” e “Carré VIP” sono riusciti a registrare il disco d’oro – il primo per Laylow. Beh, in questo “M.I.L.S 3” di Ninho – uscito a inizio marzo – è riuscito nell’impresa di vendere a fine anno di più dei 3 precedenti dischi messi insieme. Ninho è ormai un’icona del rap francese e la sua abilità nel produrre hit dopo hit è francamente innegabile: il suo passato da freestyler unito alle melodie sempre vincenti dei suoi pezzi gli ha regalato il titolo di rapper con più certificazioni nella storia francese. Il successo della serie di mixtape “M.I.L.S” è talmente acclarata che anche lo stesso rapper parigino (91) ha dichiarato di volersi prendere una pausa fino al 2022.

Ma i rapper francesi non si limitano alla sola musica. Validé, serie tv andata in onda su Canal+, ha come protagonista Apash, giovane e talentuoso rapper rappresentato dal rapper Hatik. Accolto molto favorevolmente dalla critica per la performance, Hatik ha confermato sia il successo della sua serie di progetti, “Chaise pliante”, sia le qualità intraviste nei visual dei suoi singoli.

 

Marsiglia e drill: aprile- giugno

È ormai noto come la nuova drill made in UK sia sbarcata in qualunque angolo del mondo – Stormzy sta preparando il remix di una hit drill in Ghana. Anche i rapper francesi non si sono fatti sfuggire l’occasione di cavalcare l’onda di questi nuovi suoni e proprio tra aprile e giugno si sono fatti registrare alcuni picchi di qualità. Il primo lampo in ordine di tempo è un EP di 8 tracce dal titolo “Movie Tape”, autore Ashe 22. Il rapper nato ad Algeri, trasferitosi a Lione all’età di 10 anni, è uno dei capostipiti della Lyonzon, crew di rapper e produttori che sta entrando a far parte del giro della scena mainstream a furia di tape e freestyle. “Movie Tape” è un saggio dell’interpretazione che Ashe fa della drill: pochissima melodia, suoni scarni, 0 ritornelli e testi selvaggi. Dopo 3 anni di carcere, scontati da giovanissimo, Ashe non è più intenzionato a perdere tempo.

Un caro amico di Ashe e Lyonzon è senza dubbio Freeze Corleone, co-protagonista con Gazo, del quarto episodio di “DRILL FR”. La serie di freestyle “DRILL FR” rappresenta da un annetto la fortuna di Gazo e della drill in Francia, essendo senza dubbio il caso più di successo. La chimica tra il “padrino della drill francese” e Freeze è la forza di un brano scurissimo e magistralmente prodotto da Flem. L’ultimo episodio del “sottogenere” di giugno è “1PLIKTOI” di 1PLIKÉ140, EP super energico. 1PLIKÉ140 è un rapper diciannovenne parigino (92) che, usando praticamente la stessa struttura delle strumentali britanniche, si sta facendo largo nella scena come uno degli emergenti più convincenti.

Essendo giugno proprio alle porte dell’estate sarebbe stato assurdo e spiacevole non poter contare sulle melodie estive di Jul. “La machine”, suo primo album dell’anno, è un insieme di 30 tracce che spaziano dal rap più classico, alle ballate, passando per il sax e finendo per lunghi tratti con mix di house e musica elettronica. Jul è un personaggio unico ed è l’attuale rappresentazione più vincente del rap di Marsiglia – riempirà il Vélodrome per un concerto il prossimo 26 giugno – con la sua indipendenza e sostegno alla comunità. I suoi numeri – sia di streaming sia di vendita pura – hanno dell’incredibile e sono un caso ancora forse inspiegabile. Anche di Marsiglia è natio “Mistral” di Sono Maness, uno dei rapper più atipici della Francia. Mistral – le cui copie fisiche sono state distribuite a Font Vert (periferia nord di Marsiglia) – è un disco con influenze house, rock e dai testi significativi.

Accuse, censura e tante polemiche: luglio - settembre

Se luglio non è stato un mese particolarmente proficuo dal punto di vista della produzione di contenuti rap, tra la fine di agosto e la metà di settembre la carne messa a cuocere sarebbe bastata per un anno intero.

PLK – uno dei fenomeni discografici francesi degli ultimi 3 anni – risveglia il pubblico dal torpore estivo con “Enna”. Suo terzo album negli ultimi 3 anni – tutti certificati platino, 100.000 unità vendute – “Enna” è nient’altro che il continuo dello stile di trap che PLK ha iniziato con “Polak”. Qualche inserimento di brani più leggeri e ballerini è senza dubbio una carta vincente, soprattutto per le classifiche, che aiuta PLK a tenersi aggiornato con le tendenze. Malgrado non sia particolarmente ben voluto dalla community rap francese, PLK si conferma una certezza nel panorama musicale.

A distanza di una settimana l’un l’altro vengono pubblicati tra polemiche e incertezze gli album di Kaaris, Freeze Corleone e Damso.

“2.7.0” di Kaaris è quello di questo blocco che è stato accolto con più diffidenza: da quando la faida con Booba si è spenta – la sfida sul ring non è mai più avvenuta – il rapper di Sevran è entrato in una sorta di aura di negatività. Quest’album in particolare ha davvero pochi alti e la sua penna sembra ormai non essere più incisiva come una volta.

Completamente opposta è invece l’accoglienza riservata a Freeze Corleone, rapper a capo del collettivo 667. Freeze è un unicum in Francia per quanto riguarda la libertà d’espressione e l’abilità tecnica negli incastri e nelle citazioni: il suo album “LMF” non è da meno. Quasi tutto no hook e tremendamente oscuro e dirompente (esoterismo e teorie complottiste in primis), “LMF” subisce da ancor prima la sua uscita il boicottaggio da parte di Fnac per la distribuzione delle copie fisiche. Pochi giorni dopo la sua pubblicazione, invece, la LICRA (Lega internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo ne chiede la censura per antisemitismo) tenta di censurarne alcuni brani per riferimenti non graditi e offensivi.

Risultato? Oltre al nulla di fatto, per Freeze primo disco d’oro in carriera per il singolo “Freeze Rael” e per lo stesso “LMF”.

L’ultimo appuntamento musicale di livello di settembre passa per le mani del rapper belga Damso con “QALF”. Annunciato già da due anni, “QALF” doveva essere per Damso un riscatto dal non amatissimo “Lithopédion”. Dal punto di vista delle produzioni, il progetto è pulitissimo e accoglie un mix di melodie e suoni provenienti dall’Africa centrale. I testi e lo sviluppo di “QALF” sono poi puro intrattenimento, l’intro è alla fine e i riferimenti nascosti sono sempre dietro l’angolo.

Purtroppo, settembre porta anche pessime notizie che coinvolgono Moha la Squale e Retro X. Entrambi i rapper sono stati infatti pesantemente accusati in svariati casi di violenza sessuale. Le accuse sono state nel caso di Moha, confermate in parte, cancellando la pubblicazione del suo nuovo album “L’Apache” e annullando il contratto di sponsorizzazione con Lacoste. Per Retro le indagini risultano ancora in corso, ma di certo le testimonianze non depongono a favore dell’emergente rapper di Melun – uscito anche con il convincente "Le ciel" a luglio.

Fine anno scoppiettante: ottobre - dicembre

Se già avevamo parlato di Marsiglia durante l’anno, non si può non farlo di nuovo per ottobre.

Dopo il singolo uscito a metà agosto – “Bande organisée” – diventato il disco di diamante (e doppio diamante poi) più veloce della storia della musica francese, il supergruppo 13 Organisé pubblica la “self titled” compilation. Rappresentati della scena rap marsigliese – da Jul capitano, a rapper storici come L’Algerino, fino agli esordienti – i 13 Organisé sono il risultato dell’amore più puro per la musica.

“13 Organisé” è una playlist di pezzi strapieni di featuring e dalla lunghezza minima di 4 minuti; lo stile varia dalle tipiche hit ballabili marsigliesi, fino a brani con campioni anni 2000. Dopo il record per il brano più lungo della storia del rap, la bonus track, e la reunion di vari gruppi storici come la Fonky Family, il rap del Sud sembra aver completato la rimonta sulla Capitale – o come dice SCH “la piccolaMarsiglia”.

Proprio da Parigi però arrivano gli autori di due album che, nonostante condividano i buonissimi risultati a livello commerciale, dividono la critica e le reazioni dei fan: Lacrim e Zola.

I due rapper sono agli apposti anche dal lato anagrafico, 14 anni di differenza tra i due e questo aspetto lo si nota eccome nella musica. Lacrim con la quarta edizione di “R.I.P.R.O” picchia duro come al solito, affidandosi agli hitmaker Jul, Ninho, Maes per le versioni più cantate del progetto; dopo “Cicatrices”, Zola sembrava potesse fare di più con il nuovo album Survie, che, invece, suona più come un tentativo di cogliere le mode del 2020 senza però un vero tocco personale.

Dinos, al contrario di Zola, con “Stamina,” non ha per niente deluso le aspettative nei suoi confronti. Con l’ultimo album – terzo in tre anni – Dinos riesce a raggiungere una maturazione eccezionale, che gli consente di eliminare i piccoli difetti dei suoi precedenti progetti. Non andando dietro alle ultime tendenze, ma invece limando i propri punti di forza, il rapper parigino (93), segna anche un grosso passo in avanti nelle vendite – 23k unità vendute la prima settimana – e un’acclamazione popolare per lui senza precedenti.

Quando ci si aspettava che l’anno potesse finire con una quantità forse senza precedenti di progetti di assoluto livello, ecco il 18 dicembre apparire dalla coda dell’anno.

Se il 2020 è stato pieno di difficoltà per tutto il settore musicale, l’anno del rap francese è invece riassumibile nella qualità delle uscite del penultimo venerdì del 2020: “Loin du monde” di Jul, “Horizon vertical” della coppia Vald & Heuss L’enfoiré e “don dada mixtape vol.1” di Alpha Wann. Se di Jul è stato già ampiamente detto in “La machine” e “13 Organisé”, con “Loin du monde” Julien riesce a mettere quel tassello che gli mancava da un po’: un album più compatto e curato nei suoni. La sperimentazione drill con Gazo è la cosa più riuscita, Jul finalmente mette in pausa la sua missione di far diventare famoso chiunque conosca, trovando un po’ di tempo per migliorare sé stesso.

Per quanto Vald e Heuss possano essere diversi nella musica (basta ascoltare gli ultimi due album da solista) la loro amicizia è riuscita a far superare anche le loro divergenze nel modo di lavorare – più schematico Vald, più caotico il rapper di origine algerina. “Horizon vertical” è un sunto del rap che piace a loro e che forse non si sono mai sentiti di proporre per un progetto intero. Il disco è fatto di barre e campioni, per lo più, e da qualche tentativo più melodico ben riuscito – un parallelo fin troppo semplice con “17”di Emis Killa e Jake la furia.

“Don dada mixtape vol.1” è il rap fatto bene con stile. Sotto la direzione artistica di Alpha Wann – che in un paio di brani non è nemmeno presente – anche Nekfeu sembra finalmente spensierato e libero dalle leggi di mercato. Tecnicismi fuori ogni logica e suoni, moderni e non, mixati con sapere sono il punto di forza di un progetto fatto con passione e voglia di emergere.

Per il 2021 sembra inevitabile il ritorno di Booba. Ultimamente non sembra lucidissimo nelle sue scelte e ormai ha fatto terra bruciata intorno a sé, ma se parliamo di rap non si può non sperare di ricevere un contributo di qualità dal “Duc”. Difficile che il nuovo anno possa ripetere le gesta del 2020, ma se la crescita del rap francese manterrà la costanza degli ultimi anni, sarà lecito aspettarsi un sempre più meritato monopolio del mercato europeo.

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Autore:
Eugenio Ronga
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