Interviste

Frah Quintale è alla ricerca della serenità

Abbiamo intervistato Frah Quintale in occasione dell’uscita del suo nuovo album, “Banzai (Lato Arancio)”.

Articolo di
Denise Diatta
on
14
-
06
-
2021

Dopo un anno dal rilascio di “Banzai (Lato Blu), Frah Quintale è tornato sulla scena con un progetto molto particolare: Banzai (Lato Arancio)”.

“Ricordami di stare sempre bene anche senza te, ricordati di stare sempre bene anche senza me” è il ritornello della nona traccia del disco, “Sempre Bene”, che trasmette –un po' come tutto l'album– un messaggio straordinariamente rassicurante: lasciare andare il passato, esperienze dolorose in seguito alla fine di una relazione per essere padroni del nostro futuro. Questo disco rappresenta una ricerca della serenità con noi stessi, perché solo una volta trovata possiamo rimetterci in gioco. Mentre ascoltavo il disco di Frah, mi è rivenuta in mente una celebre frase di Frida Kahlo: “Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi”.

 

Ascolta qui “Sempre Bene”:  

 

Iniziamo l'intervista chiedendo a Frah cosa ha rappresentato “Banzai” per lui e se ha contribuito ad aiutarlo a raggiungere la tanto agognata pace mentale: “No, in realtà no” – sorride Frah. “Nel senso che non bastano due dischi per farmi stare sereno. Però diciamo che alcune cose le ho sicuramente sistemate, scrivere mi è comunque servito ad esorcizzare degli stati d’animo.” Poi aggiunge: “Anche se mettere il cuore in piazza non è proprio facile, per me fare musica è davvero terapeutico, proprio come è stato approfondire una mia situazione emotiva ed aspettare di vedere la reazione del pubblico, insomma dà tante soddisfazioni. Infatti, avendo scritto il disco in un periodo in cui ho avuto tantissimo tempo per stare solo e riflettere su queste tematiche, “Banzai” mi è servito per riuscire a liberarmi di un po’ di mostri che avevo.”

  

Ogni progetto di Frah Quintale rappresenta un’evoluzione stilistica e lirica. Ecco perché chiedo a Frah quale sia il grande fattore che rispecchia principalmente questo cambiamento dall’EP “2004” fino a “Banzai” e se il metodo di scrittura che ha adottato in questo disco sia diverso rispetto ai suoi primi progetti: “Beh, sicuramente in “Banzai” c’è molto meno rap, la forma dei brani è più classica. Nonostante queste differenze, le tematiche di cui tratto non si discostano eccessivamente dai miei progetti precedenti, direi che il mondo di cui parlo è il mio.” – e poi continua – “Secondo me la grande transizione dai progetti con i Fratelli Quintale ad oggi consiste nel passare a fare puramente rap all’avvicinarsi al pop, ad un pop mio però. Infatti, in Banzai (Lato Arancio)” ci sono diverse sonorità, si passa da una ballad come la traccia Sempre bene” ad una un po' french touch come “Pianeta 6.

 

Ascolta qui “Pianeta 6:

 

“Banzai” è composto da due parti: Banzai (Lato Blu), rilasciato il 26 giugno 2020, Banzai (Lato Arancio)”, pubblicato il 4 giugno 2021. La scelta di proporre al pubblico due lati è un argomento di cui vorrei parlare con Frah: “Inizialmente la motivazione era che avevo tanto materiale e tante idee che avevano bisogno di un po’ di tempo per essere sviluppate” – esordisce lui. “Sicuramente il lockdown ha giocato un ruolo cruciale in questa scelta, sapevamo che sarebbe stato difficile andare in tour l'anno scorso con il primo lato e quindi, un po’ nella speranza che le cose cambiassero, abbiamo splittato in due il disco proprio per arrivare a suonare quest'estate con un disco appena uscito e un disco rilasciato in precedenza che ha ancora bisogno di essere carburato live.” Fa una breve pausa e poi riprende: “Diciamo che il vantaggio delle due parti è che ci sono tanti pezzi che puoi collegare, c’è un loro gemello o cugino quindi è un bel mescolare le carte. Penso che in “Lato Blu” sia riuscito a raccontare la parte più burrascosa della fine di una relazione, mentre quella arancio rappresenta l’accettazione di una relazione finita e quindi un po’ il lasciarsi alle spalle determinate situazioni.”

 

Ascolta qui “Banzai (Lato Blu):

 

 

Considerando lo strettissimo legame tra le tracce presenti nelle due parti di “Banzai”, proseguendo con l’intervista mi sono soffermata sulle somiglianze tra “Lato Blu” e “Lato Arancio” e domando a Frah se il brano di apertura di “Lato Arancio”, “Le Sigarette”, sia collegato a “Chanel o a “Due Ali”. In “Le Sigarette, Frah realizza che la partner è cambiata e si rende conto dei suoi difetti (“L’umore tuo è un castello con le carte”) probabilmente ignorati precedentemente, inoltre pare che il rapporto sia giunto al capolinea. Al contrario, sia in “Chanel che in “Due Ali”, è accecato dall’amore e tende quasi ad idealizzare la partner. A questo punto Frah chiarisce: “Diciamo che forse “Le Sigarette” è un po' il gemello cattivo di quei testi. Poi bisogna anche considerare che in una relazione ci sono tanti aspetti positivi, ma anche tante complicazioni e quindi questo brano cerca di essere una fotografia di quei momenti complessi e difficili da superare.” Poi aggiunge: “Questo discorso non riguarda solo la relazione con una ragazza, con un’amante, infatti nella prima barra dico “I tuoi amici cambiati”, dunque è un brano che riguarda un periodo di transizione sotto tanti aspetti in cui determinate cose non stanno andando bene e ti rendi conto che forse devi cambiare.”

 

Ascolta qui “Le Sigarette”:

 

Riprendo la questione della somiglianza con “Lato Blu” e chiedo se possa farmi un esempio di un’altra traccia di questo album connessa a “Lato Arancio”: “In “La Notte Mi Chiama” (Lato Arancio) e “Lambada” (Lato Blu) uso la metafora dell’acqua, del nuoto per simboleggiare le insicurezze. Nel senso che puoi lasciarti andare, annegare nelle tue perenni lotte oppure invece surfare queste paure e farti riportare a casa.”

 

Ascolta “La Notte Mi Chiama”:

 

Nell’album emerge il desiderio di Frah di volersi mettere in gioco ma al contempo la paura lo frena. Ciò risalta soprattutto nel brano “Giorni da Solo”in cui dice:

 

Non puoi fermare il sangue che corre sotto la tua pelle
Ma non puoi neanche stare così per sempre

 

Gli chiedo da cosa ritiene che nasca questo contrasto tra paura dell’agire e il volersi buttare nella vita. Frah risponde: “Secondo me nasce, in particolare in quel pezzo, dalla solitudine. Tante volte stare solo è come buttare benzina sul fuoco su questo tipo di paranoie perché continui a rimuginare. Ti trovi in una situazione in cui vorresti metterti in gioco ma non trovi la forza, quindi solo circondarsi di persone che ti aiutano a capire chi sei ti permette di fare cosa è più giusto per te: alzarti dal divano e agire.

 

A questo punto porto l’attenzione sulle collaborazioni. Una particolarità del disco è la presenza di un solo featuring nel brano “Chicchi Di Risorealizzato con Franco126. Una caratteristica tipica di ogni progetto di Frah Quintale è la scelta attenta di pochissimi artisti con cui lavorare. Infatti, “Regardez Moi” e “2004” non hanno collaborazioni, la raccolta “Lungolinea” una con Giorgio Poi nel brano “Missili”, Banzai (Lato Blu) una sola con IRBIS37 in “Allucinazioni”. Mi ricollego proprio alla presente questione per domandargli da che cosa sia dovuta questa preferenza considerando che oggigiorno la scelta dei feat sta acquisendo un’importanza sempre crescente. Frah risponde: “Solitamente il featuring lo preferisco come un lavoro che non è per forza nel mio disco. Ho collaborato con tanti artisti, ma sono sempre stati progetti esterni ai miei dischi. Secondo me è una scelta dettata dal fatto che il disco deve rappresentare l’artista, dovrebbe far risaltare ciò che è più che essere una questione di collaborare.”

 

Ascolta qui “Chicchi Di Riso” feat. Franco126:

 

Gli domando se può raccontarmi come sia nata la collaborazione con Franco126: “Franco ed io condividevamo oltre che il produttore anche lo studio e quindi ci siamo aiutati a vicenda, mentre lavoravo alla sua traccia “Miopia” abbiamo avuto l’idea per “Chicchi di Riso”. Sono contento perché è il miglior modo in cui può nascere una collaborazione.” Chiedo quindi a Frah come lui e Franco si siano conosciuti: “La nostra amicizia è nata tramite Ceri, la prima volta ci siamo beccati in studio proprio da lui. Quindi tra cene, sbronze e cose, abbiamo fatto subito amicizia.” Riprendo la questione delle collaborazioni e la collego alla sua amicizia con Franco e chiedo se abbiano mai pensato di lavorare ad un joint album: “Non ci abbiamo ancora pensato, ma sarebbe sicuramente divertente fare un disco insieme!”

 

Ascolta qui “Miopia” di Franco126:

 

 

L’ottava traccia del disco, Pianeta 6”, è particolare perché in antitesi con quanto espresso in precedenza. In questo brano l’artista racconta di un periodo particolarmente felice. Sembra quindi che tutte le paure esposte prima vengano alleviate in questa traccia: “Pianeta 6 è un brano leggero che parla di un momento di rinascita dopo periodi pesanti, bui.” Poi fa una breve pausa ed ammette: “È un pezzo che volevo fare da tantissimo tempo, sicuramente tra i brani che mi entusiasmano di più insieme a “Le Sigarette”, “Sì può Darsi”, “Scheletri” e “Sempre Bene”, pezzo al quale sono molto legato.”

 

Ascolta qui “Scheletri”:

 

In Banzai (Lato Arancio), Frah Quintale esplora il conflitto tra le sue paure ed il desiderio di affermare sé stesso e soprattutto ritrovare positività ed ottimismo. Mentre le produzioni neosoul e funkeggianti di Ceri riescono a trasportare l’ascoltatore in una dimensione sognante, Frah scava a fondo per trovare “la cura” alle insicurezze ed ansie. Si tratta di un album introspettivo che può aiutarci a sentirci meno soli, perché Frah esplora molto bene la sua psiche, condividendo con noi il fardello della solitudine e non solo. Banzai (Lato Arancio)è il terzo album di Frah Quintale ed è fuori ora, buon ascolto.

 

Ascolta qui Banzai (Lato Arancio)di Frah Quintale:

 

 

 

 

 

 

 

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Autore:
Denise Diatta
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