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Rap e videogames: Astronomical è solo l’inizio

Travis Scott ha aperto il portale per un nuovo universo: i concerti via videogames e streaming saranno il futuro di questo genere?

Articolo di
Federico Maccarrone
on
10
-
05
-
2020

Ci sono eventi spartiacque nella storia di ogni percorso culturale umano: nella società degli anni ‘80 la caduta del Muro di Berlino ha modificato l’intero mondo, mentre Tangentopoli, innescatasi ’92, ha dato vita a un’evoluzione radicale nella nostra politica.
Ma la storia non è data solo da grandi avvenimenti social-economici, ma anche da singole azioni che, facendo cadere una casella del domino, hanno dato il via a una rivoluzione: davvero chi ha dato vita al cibo fast-food si aspettava di modificare le abitudini alimentari dell’intero globo? Fosbury si aspettava davvero di rivoluzionare uno sport, quando decise di superare di schiena l’asta del salto in alto?
Nel mondo musicale il CD, il download e lo streaming nel corso degli anni hanno innovato profondamente ogni lato del modo in cui si crea e si fruisce della musica.

Come cambieranno i concerti a causa del CoVid-19?

È inutile girarci intorno: checché ne dica Fabio Fazio, la drammatica situazione creata dal Covid-19 farà sentire la sua influenza nell’ambito della musica dal vivo fino almeno a metà 2020, ma, come è solito negli esseri umani e in generale negli animali, le situazioni di difficoltà sono quelle che permettono di sviluppare appieno il potenziale delle nostre idee e della creatività.
In questo senso quello che è avvenuto pochi giorni fa è probabilmente la più grande rivoluzione del mondo della musica dal vivo e del live avvenuta negli ultimi 10 anni e due sono gli scopritori di questo nuovo mondo ancora inesplorato: Travis Scott e Fortnite.

Guarda qui il video di "Astronomical", il concerto di Travis Scott su Fortnite:

L'incredibile impatto di Astronomical

La scelta di aprire il mercato dei videogame, offrendo una propria esibizione inedita a un’audience di milioni di utenti è un esempio di perfetta operazione di marketing, rispetto al momento in cui ci troviamo.
Ma la verità è che il gioco di Epic Games, insieme al rapper di Houston, ha distrutto una tradizione insita nella musica da centinaia di anni e ha creato una nuova dimensione in cui la musica può crescere e svilupparsi, prescindendo da qualsiasi tipologia di fisicità, se non quella derivante da un hardware e un software come Fortnite, scaricabile gratuitamente da Internet. Il risultato? 12 milioni di utenti si son connessi alla piattaforma per la prima del live, superando ogni umana previsione.
Oltre al questo, l’impatto mediatico del concerto ha dato vita a un picco delle vendite dell’artista di Houston, che nei giorni immediatamente successivi hanno registrato un aumento dell’85%.

Qual è stato il segreto di un così grande successo?

La verità è che il mercato dei videogame è sempre stato estremamente frainteso e sottovalutato: nel 2018, per esempio, gli americani hanno speso circa 43 miliardi di dollari in accessori e oggetti connessi ai videogiochi.
Contrariamente a quanto si possa pensare, in America l’età media dei giocatori è di 32 anni per gli uomini e 34 per le donne.
Potenzialmente stiamo parlando di un mercato per cui il termine “gigantesco” sarebbe assolutamente riduttivo.
Pensiamo un attimo alla scelta di Travis Scott: perché proprio Fortnite?
In questa scelta, non si può non tenere conto del fatto che nel 2018 il 62,7% dei giocatori di Fortnite apparteneva alla fascia d’età 18-24, mentre il 22,5% faceva parte della fascia 25-34, che sono esattamente i due range anagrafici che vanno a ricoprire la quasi totalità degli ascoltatori di Travis: la scelta di una piattaforma che fosse perfettamente in linea con il proprio pubblico è stata la scelta vincente di quest’operazione e è proprio su questo che il rap deve puntare nel corso dei prossimi mesi.
Tenendo presente questi punti, se si nota il vestiario di Travis, si arriva a capire anche che, durante il suo concerto, il rapper ha fatto un’operazione di product placement più che perfetta, considerando che indossava le Jordan 1 x Travis Scott, creando un ulteriore circolo virtuoso di pubblicità e marketing rispetto ai milioni di spettatori presenti.

Gli artisti di tutto il mondo dovrebbero aprirsi al mondo dei videogames

Ampliamo però la visione della discussione: ok Fortnite, ma quante altre migliaia di videogiochi potrebbero essere compatibili con la così grande varietà di artisti che esistono nel panorama del rap americano e non?
Videogiochi come “Call of Duty”, “Battlefield”, “Far Cry”, “GTA”, “Super Mario”, “Zelda” e molti altri potrebbero essere perfettamente compatibili con personaggi del rap e della musica internazionale, da Kanye West a Pusha T e Tyler, the Creator.
Non vi basta?
Pensiamo per un secondo ad applicare ciascuna di queste idee ai rap nostrani: e se Noyz Narcos organizzasse un concerto su “Resident Evil”? Se Guè si concentrasse invece su “Mortal Kombat”?
Quello dei videogiochi è un mondo in crescita vertiginosa, in cui qualsiasi artista può trovare il luogo perfetto per lo sviluppo coerente e preciso del proprio progetto.

I videogames, invece, non si sviluppano esclusivamente sulle piattaforme fisse, ma sempre più su quelle mobili: le app hanno sostituito per moltissimi i videogiochi e, soprattutto, hanno ampliato moltissimo il range degli utilizzatori.
Anche questo mondo, quindi, dev’essere esplorato dalla musica moderna, anche oltre il primo tentativo di Kanye West riguardo al videogame di "Only One".

Guarda qui il video del trailer del videogame di Kanye West sull'ascesa di sua madre in Paradiso:

Perché le donne dovrebbero essere più targetizzate nel mondo del gaming

E ora affrontiamo un altro punto che spesso non viene considerato né nell’universo dei videogiochi e del rap: perché nessuno tiene mai conto del fatto che le donne occupino una quota più che fondamentale degli ascoltatori del genere o dei gamers internazionali?
Le donne danno vita a circa il 47% del business del gaming, in America le giocatrici mediamente spendono davanti allo schermo circa 15 ore settimanali.
Perché non andare a intercettare questa fetta di mercato con offerte e proposte ad hoc, incentrate sulla collaborazione con artisti rap di target simili?
Non conosco le reali percentuali in cui si vanno a dividere le età e il genere degli ascoltatori di un artista come Rkomi, ma un profilo come il suo potrebbe essere idoneo a interessare un pubblico femminile e a coordinarlo rispetto al mondo dei videogiochi.

Quella che ha fatto Travis Scott è stata una piccola rivoluzione di Copernico: in questo periodo di Covid-19, immaginare che la fruizione di concerti possa avvenire anche tramite uno schermo è divenuta in tutto e per tutto una realtà tangibile e effettiva.
Nel nostro paese, è inevitabile citare Sfera Ebbasta come il primo ad aver adottato questa pratica: nel suo concerto al Forum di Milano, durante il Rockstar Tour, il rapper ha infatti messo in vendita alcuni biglietti che davano diritto alla possibilità di visionare live lo spettacolo dal proprio smartphone o dalla propria televisione in live streaming.

È possibile che questo sarà il futuro del concerto: meno emozioni da live, ma più effetti speciali, quasi come se tutto fosse un colossal da milioni di dollari.
Lo abbiamo detto all’inizio: ci son avvenimenti che segnano generazioni e mercati e Astronomical è stato sicuramente un game changer.

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Autore:
Federico Maccarrone
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