Italia

Quando era tutto un sogno, Ensi ha fatto appassionare i più giovani al rap

Il 2012 fu un anno chiave per la carriera del rapper torinese

Articolo di
Nicolò Falchi
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25
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01
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2021

C’è un percorso dietro il cammino di Ensi che parte da molto lontano. È la storia di un rapper che si è guadagnato con fatica ogni centimetro del suo spazio e punta a rimanere per sempre. "Non ho fatto la gavetta, ho fatto il Vietnam", dirà proprio nel brano "Numero Uno" per sottolineare il suo percorso.

Il 2012 è un anno chiave della carriera di Ensi. Nel corso dell’anno arrivano due grandi novità per l’artista torinese: la firma per Tanta Roba Label e la vittoria nel programma televisivo SPIT, che lo incorona come miglior freestyler italiano.

Arrivato ormai in cima nel campo dell’improvvisazione, per Ensi era arrivata giunta l’ora di stupire attraverso la scrittura: ed ecco che alla fine di quell’anno esce “Era Tutto un Sogno”.

L'esperienza con i “One Mic” e col disco solista "Vendetta" avevano già messo in evidenza le capacità liriche del rapper torinese, che ora arrivava al punto di svolta della carriera con il primo disco per un’etichetta che in quel periodo storico aveva uno dei roster più forti d’Italia.


Tanta Roba, etichetta fondata da Dj Harsh e Gue Pequeno, tra il 2011 e il 2013 aveva sotto la sua ala Fedez, Salmo, Gemitaiz e Madman e Troupe d’Elite. Far parte di questa realtà in pieno decollo era quindi un’occasione ghiotta per Ensi per mettere in maniera chiara il proprio nome sulla mappa del rap italiano, dal momento che col freestyle aveva ormai vinto tutto. E lui la sfruttò alla grande.


Il titolo dell'album, omaggio ad una barra di The Notorious B.I.G. in “Juicy”, dimostrava la competenza e la passione di Ensi, che all’interno dell’album mette sul piatto tutte le sue skills: tra autentici banger e pezzi più conscious, farciti di citazioni che spaziavano dai grandi classici della storia del rap (come Nas e Biggie) a figure del cantautorato italiano come Fabrizio De Andrè.


Nella titletrack, Ensi narra la sua storia e il suo rapporto viscerale col rap, mentre “Orgoglio e Vergogna” rappresenta l’esempio perfetto di quel sentimento misto di odio e amore che tutti noi nutriamo verso l’Italia, tra i posti più belli al mondo ma
da sempre vittima del malaffare politico.
In “Numero 1”, invece, il rapper torinese pone in evidenza l’ossessività nel cercare di guardare sempre a numeri e risultati da parte degli artisti odierni, schierandosi tra quelli che danno più importanza alla sostanza e a mantenere vivi certi principi.


Non poteva invece mancare un omaggio per la “Black city”, in “Torino State Of Mind”, dove vengono decantati quartieri, luoghi storici e riferimenti della città piemontese.

"L'ho registrato con il mio microfono USB e Logic e, al posto dell'antipop, avevo un rotolo di scotch con un collant della mia ragazza legato sopra", dichiarò più avanti Ensi riguardo la lavorazione di quell’album, concepito ancora in maniera artigianale, nonostante si fosse ormai lasciato alle spalle il mondo dell'autoproduzione.

Il percorso di Ensi, da campione di freestyle a rapper completo, portò numerosi giovani ad appassionarsi al rap e alla sua cultura. Molti cominciarono a vedere nel percorso di Ensi un modello da seguire, soprattutto per la genuina passione che il rapper torinese trasmetteva per questo genere.

“Era Tutto Un Sogno”, era un lavoro che in maniera perfetta vecchie e nuove sonorità, artisti più giovani (come Salmo che cominciava a prendersi il suo spazio) e veterani del rap italiano come Kaos, con il quale conclude nel “Gran Finale” del disco.  Quello che era inizialmente un sogno per Ensi, era ormai diventata una realtà tangibile: da quel momento il rap diventa in tutto e per tutto la sua professione principale.

L’album entrò nella top 10 dei dischi più venduti, un buon risultato per i numeri dell’epoca, e lo traghetterà l’anno successivo all’approdo in major con la Warner Music Group, con cui poi rimarrà per 7 anni.

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Autore:
Nicolò Falchi
Autore, Copywriter, con un Master in "Storia e Comunicazione", membro della SISS. Attualmente a Barcellona.
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